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Gesù da protagonista di spot a icona blasfema, i precedenti
Martedì 23 Febbraio 2010 22:22
Testimonial di jeans e di hi-fi, ghiotto di piatti rigorosamente vegetariani, goloso di Coca-Cola. L'utilizzo dell'immagine di Cristo, usata negli anni per numerose campagne pubblicitarie e non senza polemiche, scatena la protesta dei cristiani dopo la pubblicazione di un ritratto blasfemo su un testo scolastico edito a Nuova Delhi e adottato nelle scuole indiane. Si tratta solo dell'ultima ondata di polemiche. Già qualche anno fa una casa di Hi-Fi lanciò uno spot in cui era ritratto un giovane cinto da una corona di spine con uno slogan che recitava "Dieci anni di passione". Anche la rockstar Madonna si affidò a Cristo per promuovere un suo recente spettacolo: sul palco comparve con una grossa corona di spine e si legò ad una croce.

 

  Le prime ''apparizioni'' di Gesù in pubblicità risalgono agli anni Sessanta, quando una spregiudicata ditta stelle-strisce, sfruttando l'onda del successo del musical ''Jesus Christ Superstar'', lanciò sul mercato dei jeans con il marchio 'Jesus'. Li reclamizzava con un lapidario ''Chi mi ama mi segua'', posto su un fondoschiena femminile in primo piano, appena coperto da un paio di succinti jeans.

 

Forti polemiche anche per il Gesù che beve da una bottiglia di Coca-Cola nel film "7 km da Gerusalemme". Immagine che ha provocato le ire della filiale italiana della multinazionale. Il protagonista della pellicola, infatti, incontra Gesù durante un viaggio a Gerusalemme. Mentre i due sono in macchina, l'uomo offre a Gesù una lattina della bibita, e mentre la sorseggia esclama: 'Dio, che testimonial!'.

 

Da Gerusalemme alla Gran Bretagna. Gli anglosassoni lo hanno utilizzato come testimonial di un'associazione animalista con lo slogan: "Era vegetariano, seguitelo". A ottobre 2007 Gesù è apparso poi come testimonial anche in Svezia, dove la ditta di abbigliamento "Playground Outdoor Equipment" ha lanciato la sua linea d'alta montagna usando come modelli Gesù Bambino, Maria e Giuseppe.

 

In Italia qualche anno fa è finito nella bufera il manifesto-provocazione ideato da Telefono Donna per una campagna a Milano contro la violenza: al centro l'immagine di una donna nuda distesa su un lenzuolo bianco, i piedi sovrapposti in una posizione che, inequivocabilmente, ricorda quella del crocifisso. Sulla figura campeggiava la scritta: 'Chi paga per i peccati dell'uomo?'. E il ritratto di Gesù non è solo stato al centro di spot o campagne di sensibilizzazione. Nel 2008 ha fatto irruzione anche nella campagna politica italiana: il Partito Socialista di Enrico Boselli, alla vigilia della Pasqua, ha confezionato infatti uno spot televisivo con Cristo come testimonial della loro causa: 'Gesù fu il primo socialista'.

Fonte : Adnkronos


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