| FAO: contro fame nel mondo, LAV propone il lunedi' vegetariano |
| Martedì 17 Novembre 2009 11:29 |
La LAV (www.lav.it) sollecita la FAO a passare dalle parole ai fatti e a una maggiore coerenza iniziando dal piatto di ciascuno di noi, anche quello dei rappresentati FAO e dei protagonisti del World Summit on Food Security: iniziare a consumare solo prodotti vegetali almeno una volta alla settimana, proprio a partire da lunedi' 16 novembre e per tutti i lunedi' dell'anno, al fine di diminuire l'inquinamento e garantire
a tutti la possibilita' di nutrirsi in modo adeguato. La scelta alimentare vegetariana priva di ingredienti animali e' un primo passo concreto e necessario, se si vuole davvero agire con efficacia contro la fame globale, come spiega la LAV sul nuovo sito dedicato www.cambiamenu.it, ricco di informazioni e ricette sull'alimentazione sostenibile.Negli ultimi quindici anni il numero di persone sottonutrite nel mondo e' aumentato (da 825 a 873 milioni dal 1995 al 2006) fino a superare il miliardo quest'anno. Nel 1996 l'obiettivo stabilito dalla FAO era proprio quello di dimezzare questa cifra entro il 2015. Dal 1960 la produzione globale di carne e' piu' che triplicata, quella di latte raddoppiata e il numero di uova quasi quadruplicato. Si stima che la produzione e il consumo di carne passeranno dai 233 milioni di tonnellate del 2000 ai 300 milioni di tonnellate nel 2020, il latte da 568 a 700 milioni e le uova cresceranno del 30%. In particolare, Cina e Brasile vedono un incremento vertiginoso della produzione di carne che dal 1980 al 2000 e' infatti passata a livello globale da 50 milioni di tonnellate a 180, ma escludendo i due Paesi sopracitati l'aumento e' andato "solo" da 27 milioni a 50 milioni nello stesso periodo. In diversi Stati africani la produzione e' invece diminuita: da un gia' relativamente basso livello di circa 15 Kg procapite annui a sotto i 5. L'aumento dei consumi di prodotti animali richiedera' anche nuove terre per produrre foraggio e far pascolare gli animali. Cio' significa meno terre coltivabili e l'aumento dei prezzi, con conseguente mancato accesso al cibo per diversi settori di popolazione. E' sconcertante constatare come la stessa FAO pubblichi statistiche e report dai dati preoccupanti, che indicano quanto l'aumento dei consumi di carne e di altri prodotti animali sia allarmante per l'impatto sull'ambiente, per l'estensione dei terreni impiegati e per la fame globale, ma allo stesso tempo non dia alcun segnale per cercare di ridimensionare i numeri degli allevamenti, a partire dai Paesi industrializzati. "Dalla FAO, in quanto autorita' alimentare mondiale, ci aspettiamo uno stimolo per i governi e di conseguenza per i produttori e i consumatori, a diminuire il consumo di prodotti animali e ad adottare un modello alimentare sostenibile, che rappresenti un esempio per le nazioni emergenti - dichiara Roberta Bartocci del settore Vegetarismo della LAV - L'Organismo delle Nazioni Unite sembra invece limitarsi ad aggirare il problema senza alcuna proposta concreta". Fonmte . AGI Aggiungi questo articolo al tuo social network |
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