Sono diversi giorni che il gruppo “Contro il DDL del Sen. Orsi e gli altri DDL che liberalizzano la caccia!” su facebook, sta subendo attacchi da parte di alcuni cacciatori i quali postano commenti e materiale poco consono al gruppo e al rispetto di chi lo frequenta. Alcuni di questi oltre alle evidenti e pesanti offese, provano gusto ad aggiungere fotografie di cacciagione e di armi, come fosse normale per tutti. I nomi di questi sono leggibili alla base delle foto e all’inizio dei post. La cosa che più rammarica è la mancanza di rispetto nei confronti di chi soffre dinanzi alla visione di certe immagini o alla lettura di certi commenti. Purtroppo, l’immagine della caccia viene distorta e resa allo spettatore come non è realmente screditando anche quella parte seria della stessa categoria. L’armonia e l’equilibrio tra i componenti del gruppo e i cacciatori dopo questi ripetuti attacchi si è crepata, creando così uno stato di confusione totale e di gravi attriti. Nulla si riesce a fare per fermare l’aggiunta di queste immagini cruente e delle continue offese visto che facebook non attua nessuna forma di controllo e di censura nei riguardi di questo materiale. Le continue segnalazioni non servono a nulla a tal punto che mi sono sentito obbligato a scrivere queste righe di denuncia. Le provocazioni sono molteplici, da quelle personali a frasi pro-bracconaggio che evidenziano quella parte del mondo venatorio che non arriva ai nostri occhi tramite i media. Penso che una buona possibilità di dialogo tra caccia e anticaccia sia svanita anche grazie a questi comportamenti poco maturi e responsabili allontanando chiunque e qualsiasi possibilità di interagire tra le due fazioni. Credo che il rispetto per le idee altrui, che in questo caso sono di quasi 86.000 iscritti al gruppo e dell’84% degli italiani dovrebbe essere rispettato maggiormente e non deriso o sottovaluatato come in questi casi.
Fonte : Blog Associazione Vittime della Caccia

Una trasmissione purtroppo diretta male con superficialità che non è riuscita ad affrontare la gravità della situazione. Sono state discusse molte cose importanti ad esempio di caccia minorile, con la possibilità di poter iniziare a 16 anni invece che a 18 a sparare, rispetto dei fondi privati, prolungamento della stagione venatoria, ma lasciando poco spazio alla verità. Dopo molte discussioni quello che i nostri amici cacciatori non sono riusciti a dire, presi dalla foga della passione per la caccia è che sono moltissime le infrazioni che commettono e che c’ è molta differenza tra il dire e il fare. A dar manforte alle mie dichiarazioni sono le centinaia di notizie che nell’arco dei 5 mesi di caccia denunciano vittime, feriti, bracconaggio, abuso di proprietà privata e quant’altro. Dinanzi a tutti questi dati pare impossibile che siano così ligi dinanzi alle regole, eppure con gran faccia tosta dichiarano ciò. Il voler far paragoni con i dati delle vittime di sport come l’ alpinismo ad esempio non può reggere, perchè i primi provocano morti e feriti a terzi oltre che a se stessi, i secondi solo a se stessi. L’alpinista che decide di scalare un tratto di montagna mette a repentaglio la propria di vita, non quella degli altri, mentre il cacciatore soprattutto a quella altrui. Un giro di parole per stordire l ascoltatore come il blitz fatto al senato per far passare le leggi come non sarebbero mai potute passare altrimenti. La variazione più importante che è stata fatta dopo gli accordi presi con gli altri ministri è stata l’omissione del termine vincolante nell’ obbligo che avranno le regioni nei riguardi della valutazione dell’ISPRA, per i calendari venatori. L’eliminazione di questo termine rende obbligatorio la richiesta da parte della regione all’ISPRA di dati per il periodo o le quantita cacciabili, ma non il vincolo di seguirle. Le regioni non dovrebbero decidere in maniera autonoma cosa e quando prelevare, visto che l’ambiente è un bene comune. Un blitz fatto a spese degli stessi minstri del PDL che si sono visti tagliati fuori all’ultimo momento in accordi presi preventivamente per presentare un programma ricco e adatto alle esigenze ambientali. Gli interessi di pochi a spese di tutti è questo quello che è successo.
La trasmissione si trasformata in una battaglia tra due schieramenti; cacciatori e anticaccia, dove il cacciatore, il quale non si smentisce mai non ha permesso all’”avversario” di dialogare, ma questo Vespa avrebbe dovuto preventivarlo. In un momento delicato come il 2010 in cui la Biodiversità è al centro dell’attenzione per i problemi ambientali che abbiamo, il nostro governo va ad intaccare questo equilibrio, gia precario perchè mal gestito, ampliando i calendari venatori, riducendo l’eta per poter sparare ed ampliando la lista delle razze cacciabili seppur cosciente che gia a causa di questo stiamo pagando penali saltissime all’Europa. La cosa più triste è stato vedere questi signori”amanti della natura”, con lampanti interessi politici e personali smentire tutto questo, sviando l’attenzione dal vero problema con i soliti discorsi sulla centenaria cultura della caccia come mezzo di sostentamento, senza sapere però che ormai i nostri supermercati sono a tal punto ricchi di prodotti animali che una buona parte ogni giorno va gettata perchè in esubero.

Mezza popolazione mondiale muore di fame e a noi avanza anche di dover coltivare l’80% in più di cibo per animali da allevamento Ogm? Invece di coltivare l’80% di mais e di soia in più per sfamare esseri umani, producono tutto questo per sfamare animali che andranno macellati e finiranno nei menù di una sola parte della rimanente popolazione. Queste le parole di Paola Testori nel spiegare che l’Europa non riesce a far fronte alla produzione necessaria per gli allevamenti. Quindici tipi di organismi geneticamente modificati tra cui mais, soia e colza sono gia usati dalle nostre fattorie europee, che noi poi andiamo a consumare, l’ho sapevate? Le nostre autorità ci rassicurano che non ci sono controindicazioni visti i severi controlli che fanno a queste varianti. Il problema non sono i controlli è che voglio sapere cosa mangio, voglio essere informato dell’origine dei prodotti che finiscono nella mia tavola. Come al solito per il guadagno di allevatori e agricoltori ne rimettono i consumatori finali. A me non frega niente che l’Europa non riesca a produrre ‘80% dei mangimi per gli allevamenti, si dovrebbe produrre meno carne e basta. Il passaggio da 15 a tutte le varietà di verdure, legumi, buteri, frutta è piccola, molto piccola. Ci stiamo gia abituando a questo cambiamento, l’importante è che qualcuno ci guadagni bene, il resto non importa. Questo discorso è rivolto non tanto a favore del vegetarismo quanto a favore di chi sta morendo di fame e non può mangiare perchè bisogna sfamare le bestie da macellare. Un giro di milioni di Euro e di ettari di terreno coltivati , questo è il vero retroscena di questi cambiamenti a noi sconosciuti. Gli allarmismi sono tanti e chiari, ma nessuno non alza un dito avendo anche il coraggio di accusare chi invece si oppone a questo gioco di interessi. Tante parole e poche proposte, ecco cosa sappiamo fare.

In questi giorni è stato inaugurato alla Coop in via Casilina a Roma il primo corner dedicato alla vendita di carne Halal. Questo non sembra essere un progetto destinato a fermrsi a questo punto vendita ma ad ampliarsi prima a Livorno e poi in diversi punti vendita della capitale. Questa idea è nata dalla volontà di dare un servizio anche a quelle comunità religiose che si stanno integrando nel nostro territorio di religione mussulmana che seguono questo rito per la mecallazione. La macellazione secondo l’ Halal segue le direttive del decreto legislativo del 1° settembre 1998, n°333 il quale permette l’abbatimento dell’animale senza stordimento lasciandolo morire in agonia per dissanguamento nel caso ci siano delle ragioni religiose alle spalle.
Perchè bisogna far morire nel dolore più straziante queste creature? Cosa ci sarebbe di così puro nel far soffrire un essere vivente fino all’ultimo suo respiro? Perchè i nostri allevatori devono seguire tutte le norme riportate nel decreto sopracitato quando una motivazione religiosa, per quanto rispettosa possa essere, annulla tutto questo? Avrei altre cento domande, ma l’unica cosa che mi viene da pensare è che per l’ennesima volta dinanzi al guadagno, camuffato dal desiderio di far integrare delle minoranze religiose si stia tornando indietro, senza chiedere il parare a chi invece a frequentato per decenni questi supermercati. Scelte che porteranno ad un aumento di fatturato in alcuni punti vendita, ma la perdita in altri, visto che non si è pensato a tutti.
E i vegetariani?
Perchè noi vegetariani d’altro canto dopo decenni che chiediamo ci sia data un alternativa, senza provocare dolore, non veniamo ascoltati? Domande che nascono spontanee dinanzi a queste scelte a mio avviso sbagliate. Molti di noi in italia combattiamo e cerchiamo che questa produzione di vite sia il meno dolorosa possibile, mentre in qualche mese tutto crolla riportandoci nel buio più totale.
Quindi?
Quindi sarà mio interesse non spendere più un € in questi luoghi che apparentemente purificano dal peccato queste creature, che come unico peccato hanno quello di essere nati, ma si sporcano la coscienza provocando una sofferenza mortale.
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