Attacco dei cacciatori su facebook

3 marzo 2010 Nessun commento

Sono diversi giorni che il gruppo “Contro il DDL del Sen. Orsi e gli altri DDL che liberalizzano la caccia!” su facebook, sta subendo attacchi da parte di alcuni cacciatori i quali postano commenti e materiale poco consono al gruppo e al rispetto di chi lo frequenta. Alcuni di questi oltre alle evidenti e pesanti offese, provano gusto ad aggiungere fotografie di cacciagione e di armi, come fosse normale per tutti. I nomi di questi sono leggibili alla base delle foto e all’inizio dei post. La cosa che più rammarica è la mancanza di rispetto  nei confronti di chi soffre dinanzi alla visione di certe immagini o alla lettura di certi commenti. Purtroppo, l’immagine della caccia viene distorta e resa allo spettatore come non è  realmente screditando anche quella parte seria della stessa categoria. L’armonia e l’equilibrio tra i componenti del gruppo e i cacciatori dopo questi ripetuti attacchi si è crepata, creando così uno stato di confusione totale e di gravi attriti. Nulla si riesce a fare per fermare l’aggiunta di queste immagini cruente e delle continue offese visto che facebook non attua nessuna forma di controllo e di censura nei riguardi di questo materiale. Le continue segnalazioni non servono a nulla a tal punto che mi sono sentito obbligato a scrivere queste righe di denuncia. Le provocazioni sono molteplici, da quelle personali a frasi pro-bracconaggio che evidenziano quella parte del mondo venatorio che non arriva ai nostri occhi tramite i media. Penso che una buona possibilità di dialogo tra caccia e anticaccia sia svanita anche grazie a questi comportamenti poco maturi e responsabili allontanando chiunque e qualsiasi possibilità di interagire tra le due fazioni. Credo che il rispetto per le idee altrui, che in questo caso sono di quasi 86.000 iscritti al gruppo e dell’84% degli italiani dovrebbe essere rispettato maggiormente e non  deriso o sottovaluatato come in questi casi.

Fonte : Blog Associazione Vittime della Caccia

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Categorie:Caccia

La sofferenza delle Pellicce

27 febbraio 2010 Nessun commento

Gabbie sporche e malsane, evidente degrado, abbeveratoi vuoti e rovinati, animali ammalati e sofferenti, questo è quello che si sono trovati davanti Animal Defenders International (Adi) dalla visita in 30 allevamenti in Finlandia sotto copertura. Animali selvatici che vengono catturati e rinchiusi in questi lager per poter sfamare la sete di bellezza di qualche signora e degli stilisti. Evidentie disagio sfogato in movimenti ripetitivi e maniacali con patologie gravissime che portano spesso alla morte dopo attroci sofferenze è quello che si vede nel video distribuito alla conferenza tenutasi a Milano nel periodo della moda dal Network animalista AgireOra. Il mercato della pelliccia è in netta perdita rispetto gli anni scorsi eppure la scelta di questi non è cambiata . Quindici pelli di volpe e ottanta di visone sono quelle che servono per poter fare una pelliccia e per rendere felice qualche sprovveduto convinto che tutto questo sia normale. Ci vogliono far credere, o forse ne sono convinti anche loro, che questi animali vivano in situazioni sostenibili quando in realtà solo la morte è l’unica liberazione. Dalle immagini che si possono vedere nel video distrbuito sul sito Tv Animalista si capiscono le vere condizioni “bestiali” in cui devono vivere, senza nessuna tutela volpi e visoni. La finlandia è una delle maggiori produttrici, con oltre mille allevamenti a carico, che forniscono il mercato mondiale alimentando anche tantissima sofferenza. “Non esistono allevamenti etici” a dire di Helder Costantino, componente della Animal Defender, queste attività sono solo produttori di sofferenza e basta,. Molte nazioni come ad esempio la Danimarca, una delle maggiori fornitrici di pelli,hanno vietato nel loro territorio gli allevamenti lager dopo aver preso coscienza e visione degli stati in cui vivono queste creature. Esseri viventi trattati come oggetti, seviziati e sfruttati fino alla morte, questo è quello che alimenta il mondo della moda di alcuni stilisti, quindi se volete far smettere questi genocidi boicottate questi prodotti.

Le parole e le descrizioni, purtroppo, sono inutili dinanzi alla stessa visione o alla lettura del dossier che Agire ora distribuisce nel proprio sito ai seguenti link:

Pelliccia: un prodotto insanguinato

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Categorie:Allevamento

Caccia a Porta a Porta

16 febbraio 2010 5 commenti

Una trasmissione purtroppo diretta male con superficialità che non è riuscita ad affrontare la gravità della situazione. Sono state discusse molte cose importanti ad esempio di caccia minorile, con la possibilità di poter iniziare a 16 anni invece che a 18 a sparare, rispetto dei fondi privati,  prolungamento della stagione venatoria, ma lasciando poco spazio alla verità. Dopo molte discussioni quello che i nostri amici cacciatori non sono riusciti a dire, presi dalla foga della passione per la caccia è che sono moltissime le infrazioni che commettono e che c’ è molta differenza tra il dire e il fare. A dar manforte alle mie dichiarazioni sono le centinaia di notizie che nell’arco dei 5 mesi di caccia denunciano vittime, feriti, bracconaggio, abuso di proprietà privata e quant’altro. Dinanzi a tutti questi dati pare impossibile che siano così ligi dinanzi alle regole, eppure con gran faccia tosta dichiarano ciò. Il voler far paragoni con i dati delle vittime di sport come l’ alpinismo ad esempio non può reggere, perchè i primi provocano morti e feriti a terzi oltre che a se stessi, i secondi solo a se stessi. L’alpinista che decide di scalare un tratto di montagna mette a repentaglio la propria di vita, non quella degli altri, mentre il cacciatore soprattutto a quella altrui. Un giro di parole per stordire l ascoltatore come il blitz fatto al senato per far passare le leggi come non sarebbero mai potute passare altrimenti. La variazione più importante che è stata fatta dopo gli accordi presi con gli altri ministri è stata l’omissione del termine vincolante nell’ obbligo che avranno le regioni nei riguardi della valutazione dell’ISPRA, per i calendari venatori. L’eliminazione di questo termine rende obbligatorio la richiesta da parte della regione all’ISPRA di dati per il periodo o le quantita cacciabili, ma non il vincolo di seguirle. Le regioni non dovrebbero decidere in maniera autonoma cosa e quando prelevare, visto che l’ambiente è un bene comune. Un blitz fatto a spese degli stessi minstri del PDL che si sono visti tagliati fuori all’ultimo momento in accordi presi preventivamente per presentare un programma ricco e adatto alle esigenze ambientali. Gli interessi di pochi a spese di tutti è questo quello che è successo.

La trasmissione si trasformata in una battaglia tra due schieramenti; cacciatori e anticaccia, dove il cacciatore, il quale non si smentisce mai non ha permesso all’”avversario” di dialogare, ma questo Vespa avrebbe dovuto preventivarlo. In un momento delicato come il 2010 in cui la Biodiversità è al centro dell’attenzione per i problemi ambientali che abbiamo, il nostro governo va ad intaccare questo equilibrio, gia precario perchè mal gestito, ampliando i calendari venatori, riducendo l’eta per poter sparare ed ampliando la lista delle razze cacciabili seppur cosciente che gia a causa di questo stiamo pagando penali saltissime all’Europa. La cosa più triste è stato vedere questi signori”amanti della natura”, con lampanti interessi politici e personali smentire tutto questo, sviando l’attenzione dal vero problema con i soliti discorsi sulla centenaria cultura della caccia come mezzo di sostentamento, senza sapere però che ormai i nostri supermercati sono a tal punto ricchi di prodotti animali che una buona parte ogni giorno va gettata perchè in esubero.

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Categorie:Caccia

Mangimi Ogm

14 febbraio 2010 Nessun commento

Mezza popolazione mondiale muore di fame e a noi avanza anche di dover coltivare l’80%  in più di cibo per animali da allevamento Ogm? Invece di coltivare l’80% di mais e di soia in più per sfamare esseri umani, producono tutto questo per sfamare animali che andranno macellati e finiranno nei menù di una sola parte della rimanente popolazione. Queste le parole di Paola Testori nel spiegare che l’Europa non riesce a far fronte  alla produzione necessaria per gli allevamenti. Quindici tipi di organismi geneticamente modificati tra cui mais, soia e colza sono gia usati dalle nostre fattorie europee, che noi poi andiamo a consumare, l’ho sapevate? Le nostre autorità ci rassicurano che non ci sono controindicazioni visti i severi controlli che fanno a queste varianti. Il problema non sono i controlli è che voglio sapere cosa mangio, voglio essere informato dell’origine dei prodotti che finiscono nella mia tavola. Come al solito per il guadagno di allevatori e agricoltori ne rimettono i consumatori finali. A me non frega niente che l’Europa non riesca a produrre ‘80% dei mangimi per gli allevamenti, si dovrebbe produrre meno carne e basta. Il passaggio da 15 a tutte le varietà di verdure, legumi, buteri, frutta è piccola, molto piccola. Ci stiamo gia abituando a questo cambiamento, l’importante è che qualcuno ci guadagni bene, il resto non importa. Questo discorso è rivolto non tanto a favore del vegetarismo quanto a favore di chi sta morendo di fame e non può mangiare perchè bisogna sfamare le bestie da macellare. Un giro di milioni di Euro e di ettari di terreno coltivati , questo è il vero retroscena  di questi cambiamenti a noi sconosciuti. Gli allarmismi sono tanti e chiari, ma nessuno non alza un dito avendo anche il coraggio di accusare chi invece si oppone a questo gioco di interessi. Tante parole e poche proposte, ecco cosa sappiamo fare.

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Categorie:Allevamento

Halal

9 febbraio 2010 Nessun commento

Halal www.vegetarismo.org

In questi giorni è stato inaugurato alla Coop in via Casilina a Roma il primo corner dedicato alla vendita di carne Halal. Questo non sembra essere un progetto destinato a fermrsi a questo punto vendita ma ad ampliarsi prima a Livorno e poi in diversi punti vendita della capitale. Questa idea è nata dalla volontà di dare un servizio anche a quelle comunità religiose che si stanno integrando nel nostro territorio di religione mussulmana che seguono questo rito per la mecallazione. La macellazione secondo l’ Halal segue le direttive del decreto legislativo del 1° settembre 1998, n°333 il quale permette l’abbatimento dell’animale senza stordimento lasciandolo morire in agonia per dissanguamento nel caso ci siano delle ragioni religiose alle spalle.

Perchè bisogna far morire nel dolore più straziante queste creature? Cosa ci sarebbe di così puro nel far soffrire un essere vivente fino all’ultimo suo respiro? Perchè i nostri allevatori devono seguire tutte le norme riportate nel decreto sopracitato quando una motivazione religiosa, per quanto rispettosa possa essere, annulla tutto questo? Avrei altre cento domande, ma l’unica cosa che mi viene da pensare è che per l’ennesima volta dinanzi al guadagno, camuffato dal desiderio di far integrare delle minoranze religiose si stia tornando indietro, senza chiedere il parare a chi invece a frequentato per decenni questi supermercati. Scelte che porteranno ad un aumento di fatturato in alcuni punti vendita, ma la perdita in altri, visto che non si è pensato a tutti.

E i vegetariani?

Perchè noi vegetariani d’altro canto dopo decenni che chiediamo ci sia data un alternativa, senza provocare dolore, non veniamo ascoltati? Domande che nascono spontanee dinanzi a queste scelte a mio avviso sbagliate. Molti di noi in italia combattiamo e cerchiamo che questa produzione di vite sia il meno dolorosa possibile, mentre in qualche mese tutto crolla riportandoci nel buio più totale.

Quindi?

Quindi sarà mio interesse non spendere più un € in questi luoghi che apparentemente purificano dal peccato queste creature, che come unico peccato hanno quello di essere nati, ma si sporcano la coscienza provocando una sofferenza mortale.

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Categorie:Allevamento

Luoghi comuni sul Vegetarismo

5 febbraio 2010 Nessun commento

grano | www.vegetarismo.org

Ultimamente mi capita spesso di discutere on-line e di persona a riguardo il vegetarismo , perchè ormai tutti si sentono in diritto di commentare questa scelta. Mi vengono poste maggiormente domande stupide, scontate, inutili e soprattutto curiosità su legende metropolitane, che purtroppo prendono per vere. “E’ vero che senza la carne si muore?”, ma quei due miliardi, circa, di popolazione mondiale che segue una dieta vegetariana/vegana non è ancora sparita, quindi probabilmente non è mortale. Ora non mi interessa raccogliere tutte le casistiche o le affermazioni che sento, ma almeno invitare la gente a non aggredire, per paura, chi ha fatto una scelta differente dalla loro. La più assurda è “ma quanti problemi bisogna farsi per mangiare”, appunto ma che te frega? Sei tu che devi criticare la nostra di scelta, sei tu che ti fai problemi, nessuno ti ha chiesto nulla. Il numero aumenta ogni giorno, sfioriamo i 7 milioni solo in Italia, quindi le preoccupazioni aumentano e si attacca. Ma vi pare normale? Invece di migliorare la convivenza trovando una via comune, si cerca di reprimere, senza nessun dato alla mano , ma ricchi di tante idee popolari . Molti si credono aperti ad ogni cosa, ma in realtà sono i primi che ostacolano questo percorso, senza cogliere il fuoco che stanno alimentando. “basta che nessuno mi rompa, ognuno può fare quello che vuole”, queste le parole dei più, senza pensare però che un vegetariano non può disporre di un menù in una mensa pubblica, di una scelta in un qualsiasi ristorante, fastfood, bar, ecc, ecc, quindi vorreste che non aprissimo bocca per richiedere un panino con le verdure? Chi è che rompe secondo voi? Organizzazioni come l’A.D.A ha finalmente dato parere positivo alla dieta vegetariana o vegana, se equilibrata, come dovrebbe essere quella non-vegetariana, ma si continuano a sfoggiare luoghi comuni, magari nati in discussioni casalinghe, come fossero legge.

Figli

La questione che trovo più arrogante è quella che riguarda i figli, in cui molti si trovano contrari a dover obbligare la proria prole a non mangiare carne o pesce, dimenticandosi però che loro invece obbligano a mangiarla. Dove sta la retta via? Obbligando o no? Farla mangiare è tanto ingiusto quanto non farla mangiare è impossibile trovare un punto di equilibrio. Molti giustamente dicono che dovrebbero essere i figli a scegliere da grandi, ma nel frattempo gli hai obbligati a mangiarla, quindi? Quante le famiglie che non vogliono concedere questa possibilità di scelta? Tantissimi, voi la chiamereste democrazia? La strada più giusta? Insomma quello che voglio dire in soldoni è che se si cominciasse a pensare alla propria di vita, invece di essere sempre pronti a giudicare quella altrui sarebbe sempre ora e tempo.

Si predica bene e si razzola male

Mi fa ridere, perchè l’Italia è tra le nazioni con il numero maggiore di obesità infantile, quindi essere criticato da chi, magari, non riesce neanche a gestire una dieta non-vegetariana per se e per la propria famiglia è inacettabile.

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