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Salute: LAV, antibiotici a animali allevamento rischio per l'uomo
Mercoledì 03 Marzo 2010 12:54
L'utilizzo sistematico di antibiotici, somministrati agli animali negli allevamenti intensivi, comporta seri rischi sanitari per la salute umana: i farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano al piatto dei consumatori. Per produrre 1 kg di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico. Cio' significa, per l'italiano medio e consumatore di circa 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i consumi di prodotti ittici), ingerire involontariamente quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa 4 terapie antibiotiche ogni anno. L'Autorita' alimentare europea, EFSA (European Food Security Authority), effettua un monitoraggio costante del fenomeno e ha rilevato come in molti casi i cibi di origine animale trasmettano all'uomo batteri resistenti agli antibiotici. L'ingestione continuata - tramite la carne - di questi medicinali puo' alla lunga provocare disturbi intestinali cronici e inefficacia di trattamenti antibiotici a scopo terapeutico quando ne sorga la necessita'. I batteri, se in costante contatto con gli antibiotici, sviluppano una resistenza a quei determinati antibiotici. Cio' significa non avere la possibilita' di guarire dalle patologie trasmesse dai batteri in questione, con esiti potenzialmente anche fatali.
  Sull'argomento la LAV ha redatto il dossier "Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie", divulgato in concomitanza con la pubblicazione in questi giorni in Italia del romanzo di Jonathan Safran Foer "Se niente importa. Perche' mangiamo gli animali?" (Guanda editore): un libro-inchiesta, autobiografico, che ha creato un grande dibattito negli Stati Uniti perche' descrive con grande realismo il sistema degli allevamenti intensivi, mettendone in discussione la necessita' e in evidenza le sofferenze inflitte agli animali. Da questa indagine deriva il percorso dell'autore verso la scelta vegetariana. "Il consumo di carne comporta rischi sanitari di cui si parla ben poco in Italia e di cui raramente i consumatori hanno consapevolezza: dal rischio di assumere antibiotici 'a pranzo e a cena', al rischio di venire a contatto con patogeni - derivanti primariamente dal consumo di carne - che hanno sviluppato resistenze agli antibiotici", dichiara Roberta Bartocci, biologa, responsabile LAV settore Vegetarismo.

Fonte : AGI


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